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La magia di Villa D’Este

Dalla delusione per una mancata elezione è nato uno dei giardini più belli del mondo, famoso per l’estetica lussureggiante e per le opere di ingegneria idraulica raffinate e preziose.

Villa D’Este è sicuramente uno dei simboli della città di Tivoli, un’esplosione di bellezza che si traduce in giochi d’acqua e verde cangiante che trionfano in quello che fu eletto nel 2007 Giardino d’Europa

Titolo conquistato per merito se si pensa non solo al grande lavoro di cura degli spazi verdi del parco, un esempio fulgido di giardino all’Italia che ha ben pochi rivali, ma anche al grande patrimonio di decori e dipinti che si trovano negli appartamenti della Villa.

La storia

Voluta dal cardinale Ippolito II D’Este, figlio di Lucrezia Borgia e papa mancato, realizzò qui il sogno di far rivivere a Tivoli i fasti delle ben note corti ferraresi, romane e francesi proprio dopo aver perso l’elezione al soglio pontificio. Per la sua residenza pensò al pittore-archeologo-architetto Pirro Ligorio mentre la realizzazione fu affidata all’architetto di corte Alberto Galvani.

Il tour interno

La Villa si compone di più appartamenti e di un piano nobile dipinto sotto la direzione di importanti esponenti del manierismo romano: Livio Agresti, Federico Zuccari, Durante Alberti, Girolamo Muziano, Cesare Nebbia e Antonio Tempesta e sono gli affreschi stessi a dare il titolo alle stanze. A completare questa prima parte della visita è la doppia scala di ingresso che porta al Giardino articolato in terrazze, come i cugini pensili di Babilonia, pendii, cascate e naturalmente le già citate fontane. Qui si trova anche la Gran Loggia, pensata come una sala da pranzo en plein air che si affaccia sulla campagna e la Grotta di Diana, interamente mosaicata un tempo ospitava due statue che rappresentavano due amazzoni. Ad acquistarle fu Papa Benedetto XIV e oggi si trovano nel Museo Capitolino di Roma. Chiude questa parte del quadro imponente della Villa la Rotonda dei Cipressi, area circondata proprio da alberi di cipresso. Le fontane sono uno dei punti di forza della Villa, per la loro realizzazione il Cardinale chiamò dei fontanieri francesi.

Tra le opere principali la Fontana di Tivoli o Fontana dell’Ovato che rappresenta il territorio tiburtino con i monti, la Sibilla e la grande cascata del fiume Aniene e la Fontana del Bicchierone, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, composta da un alto calice che si trova dentro una conchiglia. Da segnalare anche le Cento Fontane, un viale lungo cento metri reso celebre anche da alcuni film che lì sono stati girati e che arriva proprio alla Fontana dell’Ovato. In questa carrellata ultima, ma non in ordine di importanza, la Fontana dell’Organo che deve il suo nome al meccanismo ad acqua presente al suo interno. Dal 2003 è tornata a suonare per la gioia dei tiburtini e non solo.

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