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Parco dell’Inviolata, le meraviglie della Campagna Romana

Non si può comprendere in pieno il fascino di Roma senza una passeggiata nella Campagna Romana. Una delle “vedute” più interessanti si trova incastonata nella città di Guidonia Montecelio. E’ il Parco archeologico e naturalistico dell’Inviolata. Più di 500 ettari di natura e storia. Le collinette continue, i prati, i corsi d’acqua che lo attraversano, le torri e i castelletti, i laghetti, i casali consumati dal tempo, le emergenze archeologiche che raccontano insieme di Medioevo, Roma antica e Preistoria. Ogni 300-400 metri si scorgono abitati, villae rusticae e residenziali, necropoli e tombe monumentali, luoghi di culto, opere agricole, cave, strade e ponti. Non secondario l’aspetto naturalistico: solo per la flora sono 240 le specie censite, compresi i “relitti” di antichi vigneti.

Ecco un altro gioiello della “Guidonia da scoprire”

E’ uno dei gioielli della “Guidonia da scoprire”. Quasi coperto dal rumore della città che batte i ritmi metropolitani intorno a questo enorme cuore verde e antico. Non si può scoprire con una sola passeggiata. Gli itinerari sono tanti, con partenza da uno dei quartieri limitrofi: da Marco Simone, alle spalle del golf club dove nel 2023 si svolgerà per la prima volta in Italia la prestigiosa Ryder Cup, dai Pichini o da Fonte Nuova.

Il soft trekking di Sergio

Per il primo assaggio mi sono affidata a Sergio Norrito (per chi è interessato sui social si trova come Sergio MarcoSimone), che ha dato vita ad un gruppo con una formula semplice ma coinvolgente: soft trekking nel Parco dell’Inviolata con puntate speciali nei dintorni. Aderire al gruppo e partecipare alle passeggiate proposte non costa nulla. Anzi: affidandosi alle sue conoscenze si può tornare a casa con lo zaino pieno di erbe di campo.

L’inizio

La camminata è iniziata da via Formello, quindi sul lato nord-est del Parco. E dopo aver lambito una piccola fattoria irresistibile per i bambini e, a passi felpati, un apiario, arriva un vero tuffo nei prati.

Si segue il ritmo ondulato delle colline in un’altalena tra il cielo e il verde che da qui sembra non avere confini. L’orizzonte ritaglia il profilo dei monti Cornicolani, “le mammelle del Lazio”, sulla cui sommità si annidano come antiche vedette di pietra i borghi di Sant’Angelo Romano e Montecelio. Da una parte il Castello che fu di Federico Cesi, fondatore dell’Accademia dei Lincei e studioso di botanica che fece di quest’area così ricca di biodiversità il suo speciale laboratorio, dall’altra l’antichissima Rocca.

Dal prato al bosco

Poi, d’improvviso, il prato si fa bosco. E la passeggiata nel Parco dell’Inviolata prende il gusto dell’avventura. I sentieri tra le fronde, qualche salto aggrappati alla corda e l’attraversamento sul fosso del Diavolo grazie ad un provvidenziale tronco trasformato in ponte. Fuori dalla selva si apre di nuovo un prato sconfinato dopo aver risalito la collinetta seguendo la rotta di due maestosi alberi che si stagliano tra le nuvole. Oltre il crinale lo sguardo si allunga di nuovo e fa avvistare la prossima meta: il “castello” di Tor Mastorta. E’ una delle quattro tenute storiche, insieme a Pilo Rotto, Tor dei Sordi e Castell’Arcione. Un parco nel parco che negli anni scorsi ha ottenuto una ulteriore tutela: il “marchio” di “notevole interesse pubblico sotto il profilo storico, artistico e naturalistico”.

Il castello, la chiesetta e i profumi del prato sotto la pioggia

Il castelletto è diroccato e misterioso. Una chiesetta anch’essa abbandonata svela, attraverso le finestre rotte, l’interno e l’affresco a lunetta sopra l’altare che raffigura Gesù col gregge proprio nell’ambiente naturale del Parco dell’Inviolata, tra cielo e prati solcati da ruscelli. Appena oltre un uliveto si scorgono tre laghetti. Ma il cielo si è fatto scuro e il temporale, annunciato sin dalla mattina, è arrivato. Occasione per un’altra gita. Intanto si torna indietro sotto la pioggia. Il prato bagnato diffonde un concerto di profumi che dà un senso speciale a questa passeggiata e ripaga della rinuncia (per ora) alla visione dei laghetti.

E via, verso nuove avventure

E’ una passeggiata davvero soft, senza particolari dislivelli, di circa sette chilometri tra andata e ritorno. Adatta a tutti, bambini compresi. Solo un primo assaggio, ma che già può far venire voglia di nuove esplorazioni puntando lo sguardo all’orizzonte. I borghi di Montecelio e Sant’Angelo Romano, in mezzo Poggio Cesi, gioiello naturalistico dei Monti Cornicolani, classificato come Zsc, cioè “Zona speciale di conservazione di Natura 2000”, una rete europea di aree protette. Ma queste sono altre puntate.

Equipaggiamento

Scarpe da trekking, pantaloni lunghi, pranzo al sacco, almeno un litro e mezzo d’acqua, mantello da pioggia e cappellino per il sole.

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