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L’olio di Tivoli: l’oro della Città dal sapore unico

Il tempo dell’olio è arrivato e come ogni anno la lavorazione di questo prodotto pregiato è iniziata con le ritualità che la accompagnano. Anche a Tivoli i coltivatori, non più molti c’è da dire non senza amarezza, si stanno preparando come vuole la tradizione che affonda le sue radici nell’antica Roma imperiale. I Romani, infatti, conoscevano molto bene le proprietà del “Oleum Tiburtinum”, prodotto straordinario che arrivava direttamente dalle campagne alla città. Si trattava di una lavorazione diffusa nelle popolazioni limitrofe, tanto da entrare di diritto nell’olimpo degli alimenti nutritivi al vertice della piramide alimentare locale.

Le caratteristiche dell’olio di Tivoli

L’olio tiburtino ha delle qualità che lo rendono unico nel suo genere: ha un colore giallo oro molto intenso e un sapore fruttato con una punta piccante e amara. Insieme ad altri olii prodotti in zona (parliamo di Casape, Castel Madama, Castel San Pietro Romano, Ciciliano, Cineto Romano, Licenza, Mandela, Pisoniano, Poli, Roccagiovine, Sambuci, San Gregorio da Sassola, San Polo dei Cavalieri e Vicovaro) ha acquisito il marchio di origine protetta “Terre tiburtine”, ottenuto dalle varietà di olivo Frantoio fino al 30%, Leccino fino al 25%, Rosciola almeno nella misura del 5%, Rotonda di Tivoli almeno nella misura del 5%. Per il restante 35% possono essere presenti congiuntamente o disgiuntamente varietà di Montanese, Brocanica, Carboncella, Pendolino, Itrana. La sua acidità è inferiore o uguale a 0,6.

L’olio di Adriano

Da qualche anno anche la Villa Adriana ha la sua produzione di olio: nel parco che circonda l’area archeologica ci sono 3.500 ulivi secolari, di questi due millenarii e 500 ultrasecolari, che sono tornati in attività nell’autunno del 2017. Ne è nata una piccola e preziosa produzione, l’Olio di Adriano, venduta nel bookshop della villa.

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