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Il Museo archeologico di Montecelio

Di incredibili sorprese Guidonia Montecelio ne offre tante. Anche un museo che ha per padroni di casa Giove, Giunone e Minerva. Sono spesso in viaggio perché la statua di marmo lunense che le immortala, risalente al secondo secolo d. C., è la Triade Capitolina, una vera star dell’archeologia, richiestissima come testimonial nelle grandi mostre di antichità romane organizzate dalle più prestigiose istituzioni culturali. Del resto è l’unico esemplare finora conosciuto in cui le tre divinità simbolo della potenza di Roma sono conservate nella loro interezza. Perciò il consiglio è di accertarsi che sia in sede, per chi non vuole rischiare di rinunciare alla visione della Triade durante la visita.

Il museo archeologico di Montecelio è nato proprio per dare dimora a questo straordinario ritrovamento, intorno ad una altrettanto straordinaria collezione di reperti, tutti provenienti da scavi locali e destinato a diventare sempre più grande.

Un sito archeologico ogni 300 metri

Il territorio di Guidonia si estende per più di 80 chilometri quadrati e, mappe alla mano, ha un sito archeologico ogni 300 metri. Una incredibile miniera di testimonianze antiche, a partire dalla preistoria. Il museo è stato inaugurato nel 2012 all’interno del complesso monumentale dell’ex convento di San Michele, in cima all’antichissimo borgo di Montecelio. E’ intitolato a Rodolfo Lanciani, archeologo, ingegnere e topografo protagonista della più grande stagione di scavi romani. Lanciani nacque proprio a Montecelio nel 1845.

Il primo nucleo del percorso espositivo è costituito dai materiali acquisiti dall’ex Antiquarium del paese, tra cui alcuni pezzi da non perdere

A cominciare dalle testimonianze di età preistorica e protostorica. Di particolare pregio, poi, i reperti emersi dagli scavi per la costruzione del Centro agroalimentare di via Tenuta del Cavaliere. Tra questi una rappresentazione dell’Ercole Fanciullo, una copia di età romana del Dioniso di Lisippo seduto su una roccia coperta da una pelle di pantera di cui si conoscono solo altri due esemplari, una statua femminile. Il grande gocciolatoio angolare a protome di cinghiale, databile tra il II e il I secolo a.C., molto raffinato nella fattura e la testina di Satiro ( I-II secolo d. C.) dimostrano il lusso delle ricchissime ville che si trovavano lungo la via Tiburtina. Dalla stessa Villa di Ercole fanciullo provengono lucerne e monete del primo secolo a.C. fino a reperti che testimoniano una nuova fase nel quarto-quinto secolo d.C.

In un mosaico Europa rapita da Zeus

Da non perdere anche il grande mosaico con la raffigurazione del ratto della giovane Europa, rapita da Zeus trasformato in toro, arrivato dall’ambiente termale di una villa in località Pantano, datato II secolo d. C. E ancora un vassoio decorato con scene del giudizio di Paride. Ma il museo Lanciani continua costantemente ad accogliere nuovi arrivi dai tanti scavi aperti sul territorio.

Più di diecimila reperti sono arrivati da una grande necropoli, venuta alla luce nel parco dell’Inviolata e attraversata da 80 metri di selciato dell’antica Tiburtina Cornicolana

Racconta quattro secoli di culto dei morti nell’antica Roma, a cavallo tra l’età Repubblicana e quella Imperiale. E’ un sito di grandissimo valore scientifico perché rappresenta una straordinaria sintesi del mondo funerario romano. Tombe alla cappuccina e mausolei, colombari e sepolture arricchite da dipinti intonacati, alcune delle quali confrontabili per pregio e fattura a quelle della necropoli vaticana. Sono state trovate qui, inoltre, le prove di riti finora solo tratteggiati in letteratura. Come quello della “lustratio”, che è una cerimonia di purificazione. I segni rinvenuti sono quelli di mucchietti di ceneri con vasi rotti e sacrifici di animali. Cinquantuno le tombe trovate sigillate.

“Scipta manent”, la collezione di epigrafi

Epigrafi e iscrizioni funebri raccontano storie di schiavi e nobili insieme. Si chiama “scripta manent” una delle sezioni speciali del museo. Una sorta di “Spoon river” dell’antica Roma. Tenerezze, rimpianti, celebrazioni più formali ma anche struggenti addii: “Ave Epiteuxi – lascia scritto per sempre lo schiavo Marcus alla giovane moglie morta – Sta’ sicura, ti saluto. Amami”. E poi a “Fulviano, l’alunno dolcissimo” e la dedica di Natronio Ermes ad un “bambino piissimo allevato nella sua casa”. Mentre i marchi di fabbrica dei laterizi raccontano di antichi imprenditori, come Lucius Allidi e Pandusinus.

La storia della Triade

Il lieto fine con il ritorno a casa è arrivato dopo un’Odissea lunga 23 anni: venuta alla luce nel 1992 a Guidonia, trafugata e recuperata due anni più tardi dai carabinieri a Livigno, dal 2013 ha ripreso la sua residenza ufficiale a Guidonia, assegnata al nuovo museo archeologico Lanciani. Per 18 anni l’aveva custodita il museo Palestrina, proprio per mancanza di spazi espositivi a Guidonia, dove aveva soggiornato per i suoi primi mille e 850 anni (circa). Gli esperti la fanno risalire, infatti, al secondo secolo dopo Cristo. La villa che la ospitava – i cui resti furono distrutti da scavi clandestini a colpi di ruspa – era al centro di quello che oggi è il parco archeologico e naturalistico dell’Inviolata.

Tre divinità su un unico trono

Le tre divinità sono sedute su un unico sedile cerimoniale. Giove, al centro, regge lo scettro con la mano sinistra ed un fascio di fulmini con la destra. Alla sua sinistra Giunone, velata, con scettro nella sinistra e coppa per sacrifici nella destra; alla sua destra Minerva con l’elmo corinzio. Ai loro piedi gli animali sacri: l’aquila, il pavone a la civetta. Tre vittorie alate reggevano probabilmente le rispettive corone: di quercia per Giove, di petali di rosa per Giunone, di alloro per Minerva.

Come si arriva

Il museo archeologico Lanciani si trova nel borgo di Montecelio (via XXV Aprile, 43), dista 4,8 chilometri dal Comune di Guidonia Montecelio, siamo in piazza Matteotti. Per parcheggiare nel borgo (sia auto che moto) si può usare il multipiano di via Fuori le Mura, un’area di sosta con vista panoramica. I bus del Cotral che arrivano a Montecelio fanno capolinea a Ponte Mammolo e passano per via Tiburtina fino a Bivio di Guidonia, dove imboccano via Roma passando per centro della città. Il biglietto per il museo costa tre euro. Ridotto: un euro. Telefono per info 0774 511053.

Gli orari

E’ aperto il martedì e il venerdì dalle 10 alle 17, sabato e domenica dalle 9 alle 18.

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