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A cavallo sui monti di Roma. Viaggio nello Yellowstone del Lazio

I pascoli che si alternano alle rocce, le mandrie, i cavalli, i cowboy. E’ questo lo scenario che si apre ai Prati di Guadagnolo, un piccolo altopiano a due passi dal cielo, lungo i sentieri prediletti da Papa Wojtyla che amava raccogliersi in preghiera nel vicino Santuario della Mentorella. Lo Yellowstone del Lazio è a soli 50 chilometri da Roma. Il tesoro per gli amanti del turismo rurale è un territorio incontaminato da esplorare a cavallo insieme alle tradizioni enogastronomiche legate alla cultura antica della terra.

Non è un caso se da queste parti i registi dei western all’italiana hanno girato molti dei loro film: di questo rimane qualche saloon ricostruito per l’occasione che ha finito per incastrarsi perfettamente nel paesaggio

In viaggio con veri cowboy

Un viaggio che ha come guide speciali dei veri cowboy. Il ranch Agromnia, nell’altopiano sopra il borgo di Capranica Prenestina, è la base di un progetto per la promozione del turismo rurale ed equestre. Avventure outdoor intense ma a ritmi antichi tra meraviglie naturaliste e panorami incredibili che arrivano ad abbracciare con lo sguardo il sole lucente sul mar Tirreno. Per tenersi aggiornati sulle iniziative basta tenere d’occhio la pagina Fb (Agromnia – Ranch montagna cavalli). Trekking a cavallo di uno o più giorni, o anche di notte. In sella ai “biondi della Mentorella”, cavalli allevati qui. Ma il ranch è anche un campo di addestramento, sia per principianti che per esperti. Si va dall’avvio alla conoscenza del cavallo e dell’equitazione, alla monta western fino al mountain trail e al movimento mandria.

La passione in un grande piano di turismo outdoor e la cultura del cavallo

“Il grande progetto – spiega Massimiliano Rufini, anmministratore di Agromnia – è quello di collegare i Monti Prenestini con i Monti Simbruini, verso Subiaco e Livata, con un’ippovia certificata. E’ l’ampliamento di attività outdoor per mettere in grande evidenza le bellezze naturali e l’enogastronomia di un territorio magnifico ma poco conosciuto. Che ruota intorno alla cultura del cavallo. Per questo siamo pronti a lanciare una serie di iniziative promozionali”. Scuola di equitazione, cavalcate alla scoperta del territorio e degustazioni. Un progetto che coinvolge molti gruppi di cowboy. Come il Family ranch Subiaco e i Cavalieri di Pratolungo.

Tradizioni più autentiche e sapori intensi da scoprire ai ritmi lenti e antichi dei cavalli

In questa oasi di genuinità e autenticità a due passi da Roma, è ancora possibile mangiare la ricotta calda e i formaggi che dal latte delle mandrie locali nascono secondo le ricette tramandate da generazioni. Come Sabatino Capobianchi (il negozio è nella piazza del borgo di San Gregorio da Sassola) che ha ereditato i saperi antichi del padre e dei nonni. La giuncata da accompagnare a verdure crude, superba con la rucola selvatica, vari tipi di primo sale, la ricotta e formaggi più o meno stagionati in mille altre sfumature rendono uno dei sapori di questa terra.

La carne

“Una carne è di qualità se è stata di qualità la vita dell’animale”. Genuinità è ancora la parola chiave per identificare la filiera della carne. Lo spiega Gaetano Ciani, che da quattro generazioni porta avanti una precisa filosofia nella sua azienda di Olevano Romano: “Allevamento di bestiame allo stato semibrado, per poter così offrire agli animali la possibilità di muoversi in libertà, a pieno contatto con la natura che li circonda”.

Il monumento naturale dei “Castagneti prenestini” e la “mosciarella”

C’è un monumento naturale intorno al borgo di Capranica Prenestina: i castagneti. La raccolta e la conservazione di questo prezioso prodotto dei boschi affonda nel passato remoto di queste zone. Secondo una leggenda le castagne avrebbero da sole garantito la sopravvivenza dell’antico popolo prenestino durante l’assedio di Silla. La tecnica di conservazione produce le tipiche “mosciarelle”. Affumicate per un mese, battute per separarle dalla buccia e poi essiccate in tradizionali casette che puntellano i boschi. Si gustano bollite in acqua o latte, con l’aggiunta di aromi e spezie, e anche per speciali minestre. Ma possono essere pure macinate per una farina usata sia per i dolci che per la pasta fatta a mano.

I vitigni autoctoni, una tradizione mantenuta e sviluppata dalla famiglia Schiavella

Cesanese, Bellone, Malvasia, Bombino. Sono i vitigni autoctoni custoditi dalla casa vinicola Schiavella, che dal 1913 porta avanti tradizione e innovazione. Saperi antichi e tecnologie moderne. “La vinificazione tipicamente in bianco delle uve – spiega Raffaele Schiavella -, la decantazione statica dei mosti, la fermentazione a temperatura controllata conferiscono ai vini ottenuti caratteristiche peculiari che li rendono fedeli testimoni del territorio da cui ne derivano”. Una curiosità: i vini riposano nelle antiche grotte di tufo. A Genazzano ce ne sono più di duemila e anticamente erano usate per mettere al riparo gli alimenti dagli sbalzi di temperatura. Condizioni che oggi alcune cantine cercano di ricreare in maniera artificiale.

Il consiglio: visita al museo naturalistico

Per godere in maniera completa territorio la prima tappa (soprattutto per i bambini) è da fare presso il Museo naturalistico dei Monti Prenestini, nel cuore del borgo di Capranica. Offre una visione completa di un comprensorio ad alta biodiversità con un patrimonio floristico di eccezionale rarità e diversità di specie. Tra “diorami, fedeli ricostruzioni dei più caratteristici ambienti (il pascolo, il prato, il bosco misto, l’acqua dolce, la grotta carsica) e informazioni su biologia, geologia e paleontologia. Si può visitare anche grazie ad audioguide e QRcode. Il museo continua anche fuori: ha un giardino didattico dove poter osservare da vicino le specie arboree autoctone e uno stagno dove sperimentare le relazioni biologiche delle acque dolci.

  • Il museo (piazza Aristide Frezza, 6 – Capranica Prenestina) è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13. Mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica anche dalle 15 alle 18.

Le meraviglie della provincia di Roma

Questa meta fa parte della selezione dei posti da non perdere proposti dal tour operator “Agenzia del Viaggiatore di Cts”, impegnato nella valorizzazione di tre poli di attrazione della provincia romana: Tivoli, Palestrina e Subiaco, con itinerari che coinvolgono trenta comuni e il Parco dei Monti Lucretili. In campo il progetto “In viaggio con Eva”, finanziato dalla Regione Lazio.

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