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Castel San Pietro Romano: pane, amore e tramonti indimenticabili

Su fino a 763 metri per catturare un tramonto, il sole che si spegne in mille sfumature sullo skyline della Città Eterna, lungo il profilo della Cupola di San Pietro e dei monti che la circondano con i castelli arroccati, fino al mare e alle Isole Ponziane. Ecco perché Castel San Pietro Romano è noto come “Il balcone del Lazio”. Dal 2017 è nel club dei Borghi più belli d’Italia, con un appuntamento fisso: ogni 21 giugno, solstizio d’estate, in questi paesi gioiello si celebra la “Notte romantica”. Eventi, iniziative, curiosità e a mezzanotte tutti insieme in piazza per il rito del bacio e del brindisi.

Quando dall’acropoli si interrogavano gli dei

Stare davanti ad un tramonto a Castel San Pietro Romano significa cogliere una magia dai richiami ancestrali, immutata da oltre 2.500 anni. Da quando da qui, acropoli dell’antica città di Praeneste dedicata al culto di Giove Arkanus, racchiusa da mura poligolinali (VI secolo a. C.), si interrogavano gli dei interpretando segnali del cielo, come il volo degli uccelli. I riti erano quelli dell’augurium e dell’auspicium.

Dal monastero benedettino alla rocca medievale

A partire dall’Alto Medioevo l’acropoli fu sede di un monastero Benedettino, nel XII secolo divenne feudo della famiglia Colonna, nel Seicento passò ai Barberini a cui si deve un nuovo assetto urbanistico: piazze, strade e chiese che sono l’ossatura del paese attuale. Ai Barberini si deve anche un gioiello culinario: nel 1600 portarono da Parigi la ricetta del Giglietto, un biscotto oggi presidio Slow food.

Negli anni ’50 paese del cinema

Negli anni 50 fu il cinema ad aggiungere un altro tassello alla storia. Castel San Pietro Romano divenne un set naturale per molte delle pellicole più popolari dell’epoca. Qui Vittorio De Sica e Gina Lollobrigida girarono la celebre trilogia del “Pane, amore e …”. All’epoca i turisti arrivavano per scoprire il back stage del grande schermo sulle orme di grandi attori e registi: Luigi Comencini, Sergio Corbucci, Luciano Salce, Totò, Ugo Tognazzi, Marisa Merlini, Tina Pica.

Il Mudi, museo diffuso di Castel San Pietro Romano

Meno di mille abitanti, circa 400 nel centro storico, oggi tengono insieme con orgoglio le maglie di passato remoto e presente. Il Mudi, il museo diffuso, punta proprio a raccontare al visitatore questo intreccio di storie antiche e moderne. Dall’età protostorica fino ai giorni nostri. Basta entrare nel centro viste di Palazzo Mocci per essere introdotti alla visita di tutte le meraviglie del paese. La Rocca dei Colonna, la chiesa di San Pietro con i suoi capolavori seicenteschi, la passeggiata lungo le mura poligonali dell’Antica Praeneste, il percorso fra i vicoli alla scoperta dei film del Neorealismo italiano.

Natura, sorgenti antiche e alberi secolari nel Parco delle Cannucceta

La Valle delle Cannucceta, a circa quattro chilometri dal paese, è un’area naturale protetta di 20 ettari dichiarata Monumento naturale dalla Regione Lazio nel 1995. Conserva, tra gli alberi secolari, la “quercia del Palestrina”, 22 metri di altezza e una circonferenza del tronco di più di sei metri rivelano un’età di almeno 500 anni. Secondo la leggenda il grande compositore rinascimentale Giovanni Pierluigi da Palestrina avrebbe trovato ispirazione alla sua ombra. Un altro elemento di fascino sono le sorgenti dell’acquedotto romano delle Cannucceta costruito probabilmente nel VI secolo a.C.

  • Info: Castel San Pietro Romano si trova a circa 45 chilometri da Roma, 29 da Tivoli, 30 da Guidonia

Le meraviglie della provincia di Roma

Questa meta fa parte della selezione dei posti da non perdere proposti dal tour operator “Agenzia del Viaggiatore di Cts”, impegnato nella valorizzazione di tre poli di attrazione della provincia romana: Tivoli, Palestrina e Subiaco, con itinerari che coinvolgono trenta comuni e il Parco dei Monti Lucretili. In campo il progetto “In viaggio con Eva”, finanziato dalla Regione Lazio.

Commenti

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